mercoledì 10 febbraio 2010

Seta

8a parte - capitolo terzo

I giorni scorrevano sempre più apatici, tra un sorriso forzato di Demis fra gli amici di sempre e la testa a quella Donna che aveva inaspettatamente e prepotentemente sconvolto la sua vita.
Strano. Già, perché Lui, un tempo, non era certo quel che si può definire uno Stinco di Santo. Piaceva e sapeva bene di piacere e sapeva giocare abilmente su questo, godendosi i piaceri più frivoli dei suoi anni.
Con Gretha era stato da subito diverso. Era bastato uno sguardo per smuovergli dentro emozioni sconosciute sin d'ora ed il tempo trascorso al suo fianco era stato un crescendo di note che toccavano le corde più profonde del suo cuore.

Poi fu come uno strappo. Improvviso, nei pensieri di Lui.
Un lavoro sempre più estenuante lo aveva reso nervoso, sottraendo quiete al Loro tempo.
Nei litigi volavano parole come spade affilate nel cuore di Gretha, che aveva dimenticato l'orgoglio e lasciava che il male l'attraversasse in pieno petto, ancora una volta. Poi raccoglieva dentro di sè tutta la forza necessaria per rialzarsi e combattere a muso duro contro le avversità. Sapeva benissimo che avrebbe rischiato di rompersi come un petalo di cristallo.
Si era battuta per quell'Amore, a suo modo, superando gli schiaffi della Vita.
Ma Demis era già lontano. Lo sentiva.
Si era chiuso duramente, lasciando Gretha fuori dalla porta del suo mondo. Pensava fermamente che questa sarebbe stata la soluzione migliore per entrambi.
Le lacrime di Lei parlavano da sole fra i singhiozzi strazianti del suo cuore in frantumi, mentre Lui le voltava in fretta le spalle per nascondere gli occhi colmi di dolore.
L'Amore, aveva detto Demis, non bastava.
Ora, invece, sapeva con certezza che di quell'Amore Lui non ne poteva fare a meno.

Per Gretha l'Amore era sempre stata la sola cosa di cui avesse bisogno.

6 commenti:

  1. Ciao, non ho letto le precedenti "puntate", ma devo dire che mi piace molto, come scrivi.
    Arrivo sul tuo blog e trovo "Perfect day" di Lou Reed.
    Adesso, mentre scrivo questo commento sento Guccini e trovo i suoi Cyrano e Rossana. Grande!
    Ma tornando al tema del post, mi piace la pulizia della tua scrittura, una scrittura chiara ma senz'altro non schematica... come invece capita a tanti, anzi a troppi.
    A presto!

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  2. Ti ho mandato una mail. Un caro saluto

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  3. Domanda: quando scrivi, ascolti della musica?
    E se sì, quale?
    Te lo chiedo perchè la questione mi interessa molto.
    Io, quando scrivo, ho sempre qualche cd o qualche vecchia cassetta a portata di mano.
    In ogni caso, buon inizio settimana.
    Ciao.

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  4. Generalmente quando scrivo ho bisogno solo del mio silenzio. Tendo a scrivere di getto, improvvisamente, come una tempesta che mi coglie improvvisamente e piacevolmente.
    Dunque sento solo il suono delle parole che si compongono nella mia mente come pioggia o vento... Capita invece di rileggere quanto ho scritto e di associare alle mia parole ricordi in musica.. e questo succede sovente anche quando leggo.

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  5. Molto interessante ed originale, Ilaria!
    Di solito, sono/siamo tutti un po' fissati con la musica... anche quando scatta il processo creativo.
    Io riesco a tenere la musica... al guinzaglio solo quando scrivo qualcosa di saggistico.
    Il tuo è, mi pare un atteggiamento un po' zen e che probabilmente, dimostra un rispetto per le parole ben superiore a quello che posso avere io.
    Ciao!

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  6. Non credo si tratti di rispetto maggiore per le parole.. credo si tratti semplicemente di ascltare sè stessi.. il mio "essere" mi porta ad agire così, ma ciò non toglie che agire diversamente sia più o meno corretto... è una cosa talmente propria che non credo si possa generalizzare....

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