Abiti in me
...senza che tu abbia dovuto forzare le porte...
Ti donerò i miei occhi per permetterti di capire ogni mio pensiero più profondo o buio e, per quanto folle, con te hanno visto la luce...
Abiti in me
...senza che tu abbia dovuto forzare le porte...
Ti aprirò il mio cuore per permetterti di leggere fra i suoi battiti il tuo nome e, per quanto folle, è tutto vero in quello scrigno ed è il solo tesoro che ho da offrirti...
Abiti in me
...senza che tu abbia dovuto forzare le porte...
........hai un momento dio....?
venerdì 30 luglio 2010
giovedì 15 luglio 2010
Il Gioco degli Dei
Gli dei lanciano i dadi, ma non domandano se vogliamo partecipare al gioco.
Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno.
Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia.
Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze.
In qualche luogo dell'universo, loro lanciano i dadi e casualmente, vieni scelto tu.
Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.
Gli dei lanciano i dadi e liberano l'amore dalla sua gabbia.
Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione.
L'amore può condurci all'inferno o in paradiso,comunque ci porta sempre in qualche luogo.
E' necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
E' necessario ricercare l'amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva. E nell'amore non esistono regole.
Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento.
Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore.
E quando decide è ciò che conta.
(Paulo Coelho)
Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno.
Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia.
Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze.
In qualche luogo dell'universo, loro lanciano i dadi e casualmente, vieni scelto tu.
Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.
Gli dei lanciano i dadi e liberano l'amore dalla sua gabbia.
Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione.
L'amore può condurci all'inferno o in paradiso,comunque ci porta sempre in qualche luogo.
E' necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.
E' necessario ricercare l'amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva. E nell'amore non esistono regole.
Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento.
Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore.
E quando decide è ciò che conta.
(Paulo Coelho)
venerdì 2 luglio 2010
Seta
Se l'è preso il suo tempo, Gretha. L'ha ritagliato con forza dal cuore delle sue pagine ancora bianche.
Il Tempo. Suo e di nessun'altro.
Ha scavato nel suo dolore, l'ha guardato in faccia e non è scappata, questa volta. No. L'ha penetrato a fondo, cosí come il dolore aveva fatto con lei, più e più volte, estirpandone le radici con rabbia.
Vi ha impiantato un seme in quella terra, ed ora è germogliato.
L'ha chiamato il Fiore della Consapevolezza.
Il suo sapore è dolceamaro ed al suo interno scorre una linfa che pulsa incessantemente di Vita.
E da qui Gretha, ha ripreso il suo lungo cammino.
Senza l'ombra del suo passato.
Solo Lei ed il suo presente.
-Ha fiumi di pagine da dipingere a colori. Dove il rosso non è più sangue ed il nero non è più solo buio-
Senza
Demis
Ma questa è... tutta un'altra storia.
Il Tempo. Suo e di nessun'altro.
Ha scavato nel suo dolore, l'ha guardato in faccia e non è scappata, questa volta. No. L'ha penetrato a fondo, cosí come il dolore aveva fatto con lei, più e più volte, estirpandone le radici con rabbia.
Vi ha impiantato un seme in quella terra, ed ora è germogliato.
L'ha chiamato il Fiore della Consapevolezza.
Il suo sapore è dolceamaro ed al suo interno scorre una linfa che pulsa incessantemente di Vita.
E da qui Gretha, ha ripreso il suo lungo cammino.
Senza l'ombra del suo passato.
Solo Lei ed il suo presente.
-Ha fiumi di pagine da dipingere a colori. Dove il rosso non è più sangue ed il nero non è più solo buio-
Senza
Demis
Ma questa è... tutta un'altra storia.
martedì 27 aprile 2010
Seta
I tulipani portati dall'Olanda stanno sbocciando nel suo giardino.
Ce n'è uno, soltanto uno fra tanti, dai petali color buio. Gretha ci si è specchiata ed ha sorriso, di un sorriso amaro.
Demis è rimasto un ricordo.
Fa male questo tempo che brucia un pò la pelle come i primi soli.
Ha ripreso le redini della sua vita senza voltarsi indietro, cavalcando il tempo senza aspettative, né certezze, con un buco nell'anima ed una speranza debole nel cuore.
"Ci sono spine che non si tolgono"
Ce n'è uno, soltanto uno fra tanti, dai petali color buio. Gretha ci si è specchiata ed ha sorriso, di un sorriso amaro.
Demis è rimasto un ricordo.
Fa male questo tempo che brucia un pò la pelle come i primi soli.
Ha ripreso le redini della sua vita senza voltarsi indietro, cavalcando il tempo senza aspettative, né certezze, con un buco nell'anima ed una speranza debole nel cuore.
"Ci sono spine che non si tolgono"
lunedì 8 marzo 2010
Seta
Gretha è rimasta a lungo coi suoi demoni. Ha provato a rinchiuderli con forza in un angolo buio di sé e loro si liberavano rabbiosi ed assetati di vendetta. Scappa Gretha, scappa, si diceva, impaurita. Ed iniziava a correre, senza meta, fino a perder fiato.
Si è fermata decisa d'un tratto, raccogliendo coraggio.
Li ha guardati in faccia, pronta a combatterli, ma li ha solo allenati con le sue spade che ora trafiggono Lei, trapassandole il cuore.
Un sussulto.
Apre gli occhi.
È stato solo un sogno.
(ci ha provato anche sta volta, poi d'un tratto ha ripreso a correre verso il nulla, con il cuore trafitto che le pulsava tra le mani)
"Queste Gioie Violente hanno Fini Violente" William Shakespeare
Si è fermata decisa d'un tratto, raccogliendo coraggio.
Li ha guardati in faccia, pronta a combatterli, ma li ha solo allenati con le sue spade che ora trafiggono Lei, trapassandole il cuore.
Un sussulto.
Apre gli occhi.
È stato solo un sogno.
(ci ha provato anche sta volta, poi d'un tratto ha ripreso a correre verso il nulla, con il cuore trafitto che le pulsava tra le mani)
"Queste Gioie Violente hanno Fini Violente" William Shakespeare
lunedì 1 marzo 2010
Time after Time
Lenisce sorrisi spenti
ma non li riaccende
Soffoca le lacrime ma non le risucchia
Rinchiude i ricordi ma non li cancella
Ci rialza ma non ci fa correre
Ci guarda con gli occhi di un severo maestro ma non ci rende migliori o giusti
Il tempo no, non guarisce gli sbagli
ma non li riaccende
Soffoca le lacrime ma non le risucchia
Rinchiude i ricordi ma non li cancella
Ci rialza ma non ci fa correre
Ci guarda con gli occhi di un severo maestro ma non ci rende migliori o giusti
Il tempo no, non guarisce gli sbagli
Aritmia
Non voglio più parole
Le parole, anche le più belle, finiscono per tramutarsi in spine, attorno al mio cuore
Silenzio
Solo silenzio
(Piovono scaglie di fuoco sulla pelle dell'anima. Un solo incessante ritmato tormento)
Le parole, anche le più belle, finiscono per tramutarsi in spine, attorno al mio cuore
Silenzio
Solo silenzio
(Piovono scaglie di fuoco sulla pelle dell'anima. Un solo incessante ritmato tormento)
martedì 23 febbraio 2010
ST(E)nd by (me)
Una pellicola bianconera scorre al rallenty
ogni istante
Brucia in un fuoco amaro ogni sorriso che non c'è
Soffio debolmente sul cuore
per tener caldo il tuo posto
mentre i minuti scorrono
e fingo di non vedere
che sia già ieri
ogni istante
Brucia in un fuoco amaro ogni sorriso che non c'è
Soffio debolmente sul cuore
per tener caldo il tuo posto
mentre i minuti scorrono
e fingo di non vedere
che sia già ieri
mercoledì 10 febbraio 2010
Seta
8a parte - capitolo terzo
I giorni scorrevano sempre più apatici, tra un sorriso forzato di Demis fra gli amici di sempre e la testa a quella Donna che aveva inaspettatamente e prepotentemente sconvolto la sua vita.
Strano. Già, perché Lui, un tempo, non era certo quel che si può definire uno Stinco di Santo. Piaceva e sapeva bene di piacere e sapeva giocare abilmente su questo, godendosi i piaceri più frivoli dei suoi anni.
Con Gretha era stato da subito diverso. Era bastato uno sguardo per smuovergli dentro emozioni sconosciute sin d'ora ed il tempo trascorso al suo fianco era stato un crescendo di note che toccavano le corde più profonde del suo cuore.
Poi fu come uno strappo. Improvviso, nei pensieri di Lui.
Un lavoro sempre più estenuante lo aveva reso nervoso, sottraendo quiete al Loro tempo.
Nei litigi volavano parole come spade affilate nel cuore di Gretha, che aveva dimenticato l'orgoglio e lasciava che il male l'attraversasse in pieno petto, ancora una volta. Poi raccoglieva dentro di sè tutta la forza necessaria per rialzarsi e combattere a muso duro contro le avversità. Sapeva benissimo che avrebbe rischiato di rompersi come un petalo di cristallo.
Si era battuta per quell'Amore, a suo modo, superando gli schiaffi della Vita.
Ma Demis era già lontano. Lo sentiva.
Si era chiuso duramente, lasciando Gretha fuori dalla porta del suo mondo. Pensava fermamente che questa sarebbe stata la soluzione migliore per entrambi.
Le lacrime di Lei parlavano da sole fra i singhiozzi strazianti del suo cuore in frantumi, mentre Lui le voltava in fretta le spalle per nascondere gli occhi colmi di dolore.
L'Amore, aveva detto Demis, non bastava.
Ora, invece, sapeva con certezza che di quell'Amore Lui non ne poteva fare a meno.
Per Gretha l'Amore era sempre stata la sola cosa di cui avesse bisogno.
I giorni scorrevano sempre più apatici, tra un sorriso forzato di Demis fra gli amici di sempre e la testa a quella Donna che aveva inaspettatamente e prepotentemente sconvolto la sua vita.
Strano. Già, perché Lui, un tempo, non era certo quel che si può definire uno Stinco di Santo. Piaceva e sapeva bene di piacere e sapeva giocare abilmente su questo, godendosi i piaceri più frivoli dei suoi anni.
Con Gretha era stato da subito diverso. Era bastato uno sguardo per smuovergli dentro emozioni sconosciute sin d'ora ed il tempo trascorso al suo fianco era stato un crescendo di note che toccavano le corde più profonde del suo cuore.
Poi fu come uno strappo. Improvviso, nei pensieri di Lui.
Un lavoro sempre più estenuante lo aveva reso nervoso, sottraendo quiete al Loro tempo.
Nei litigi volavano parole come spade affilate nel cuore di Gretha, che aveva dimenticato l'orgoglio e lasciava che il male l'attraversasse in pieno petto, ancora una volta. Poi raccoglieva dentro di sè tutta la forza necessaria per rialzarsi e combattere a muso duro contro le avversità. Sapeva benissimo che avrebbe rischiato di rompersi come un petalo di cristallo.
Si era battuta per quell'Amore, a suo modo, superando gli schiaffi della Vita.
Ma Demis era già lontano. Lo sentiva.
Si era chiuso duramente, lasciando Gretha fuori dalla porta del suo mondo. Pensava fermamente che questa sarebbe stata la soluzione migliore per entrambi.
Le lacrime di Lei parlavano da sole fra i singhiozzi strazianti del suo cuore in frantumi, mentre Lui le voltava in fretta le spalle per nascondere gli occhi colmi di dolore.
L'Amore, aveva detto Demis, non bastava.
Ora, invece, sapeva con certezza che di quell'Amore Lui non ne poteva fare a meno.
Per Gretha l'Amore era sempre stata la sola cosa di cui avesse bisogno.
mercoledì 20 gennaio 2010
Seta
7a parte - capitolo terzo
Demis era lontano da giorni ormai, si. Nella sua terra che odorava di zagara e limoni. Pensava speso a Lei. Come un chiodo fisso che non voleva scacciare.
No. Non poteva farlo.
Perchè in fondo l'amava, ed amava anche tutte quelle cose di Lei che lo infastidivano, ora.
Che stupido era stato -si diceva- ..Gretha è l'unica Donna che ha amato veramente e l'unica al quale ha donato sè stesso, senza timori, si ripeteva dentro.
Gretha passava i giorni cercando distrazioni inutili, tra amici preoccupati che si impegnavano a rubarle un sorriso. Ma quei sorrisi erano spenti e quegli occhi vuoti senza Demis.
Ma taceva. Rideva solo di un sorriso triste e si muoveva senza vita fra le strade dei suoi giorni.
Non voleva sentirlo l'eco dei suoi ricordi che si dipingevano nella sua mente come fosse oggi. Ma strideva di dolore in quell'anima.
Ci aveva creduto a quell'Amore, fino in fondo. E continuava a farlo in un angolo semibuio del suo cuore. Soffiava debolmente quella fiamma per cercare di mantenerla in vita, ancora. Come se volesse rimanere attaccata più ad una speranza che ad una certezza.
Fui certo, in quel momento, benchè fossi soltanto uno sconosciuto spettatore, che quell'Amore non fu mai finito.
Demis era lontano da giorni ormai, si. Nella sua terra che odorava di zagara e limoni. Pensava speso a Lei. Come un chiodo fisso che non voleva scacciare.
No. Non poteva farlo.
Perchè in fondo l'amava, ed amava anche tutte quelle cose di Lei che lo infastidivano, ora.
Che stupido era stato -si diceva- ..Gretha è l'unica Donna che ha amato veramente e l'unica al quale ha donato sè stesso, senza timori, si ripeteva dentro.
Gretha passava i giorni cercando distrazioni inutili, tra amici preoccupati che si impegnavano a rubarle un sorriso. Ma quei sorrisi erano spenti e quegli occhi vuoti senza Demis.
Ma taceva. Rideva solo di un sorriso triste e si muoveva senza vita fra le strade dei suoi giorni.
Non voleva sentirlo l'eco dei suoi ricordi che si dipingevano nella sua mente come fosse oggi. Ma strideva di dolore in quell'anima.
Ci aveva creduto a quell'Amore, fino in fondo. E continuava a farlo in un angolo semibuio del suo cuore. Soffiava debolmente quella fiamma per cercare di mantenerla in vita, ancora. Come se volesse rimanere attaccata più ad una speranza che ad una certezza.
Fui certo, in quel momento, benchè fossi soltanto uno sconosciuto spettatore, che quell'Amore non fu mai finito.
lunedì 4 gennaio 2010
Seta
6a parte - capitolo terzo
Gretha è ancora a letto. Da ore, giorni, forse settimane, trascorre buona parte del suo tempo lì. Immobile, con lacrime a solcarle il viso ed uno sguardo di cenere.
Demis.
Quelle stranezze di Lei, che tanto aveva amato, ora erano diventati per Lui come chiodi in una scarpa. Negli ultimi tempi Gretha non aveva più forza per lottare per questo amore che, si era convinta fosse a senso unico.
Le grida di Demis sempre più frequenti le perforavano il cuore come punte di trapano su una parete che Gretha non riusciva più a riparare.
Lei non aveva smesso di amarlo. Mai.
Aveva rinchiuso quell'amore puro in un barattolo di vetro sotto formalina adesso, colmo di ricordi.
Sapeva benissimo che non poteva riaverlo indietro quel tempo. Che quella storia era un countdown terminato e che l'unico modo per conservare in eterno quell'amore fosse quello.
Guardava il soffitto senza occhi. Incessantemente.
Mentre Demis era ormai lontano.
Gretha è ancora a letto. Da ore, giorni, forse settimane, trascorre buona parte del suo tempo lì. Immobile, con lacrime a solcarle il viso ed uno sguardo di cenere.
Demis.
Quelle stranezze di Lei, che tanto aveva amato, ora erano diventati per Lui come chiodi in una scarpa. Negli ultimi tempi Gretha non aveva più forza per lottare per questo amore che, si era convinta fosse a senso unico.
Le grida di Demis sempre più frequenti le perforavano il cuore come punte di trapano su una parete che Gretha non riusciva più a riparare.
Lei non aveva smesso di amarlo. Mai.
Aveva rinchiuso quell'amore puro in un barattolo di vetro sotto formalina adesso, colmo di ricordi.
Sapeva benissimo che non poteva riaverlo indietro quel tempo. Che quella storia era un countdown terminato e che l'unico modo per conservare in eterno quell'amore fosse quello.
Guardava il soffitto senza occhi. Incessantemente.
Mentre Demis era ormai lontano.
mercoledì 23 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Seta
5a parte - capitolo terzo
Osserva dalla finestra i fiocchi di neve che imbiancano la sua terra e ritrova la bambina di tanti anni fa col cappottino rosso, infagottata sotto strati di sciarpa, cuffia, paraorecchie e guantini caldi, intenta a lavorare con amore per dar vita al suo pupazzo di neve che avrebbe custodito il giardino e tenuto lontano i mostri con la scopa.
Sorride, speranzosa.
Si veste in fretta ed esce di casa di corsa quasi come se avesse timore di non arrivare in tempo.
Ritorna lì, proprio in quel punto: il giardino è lo stesso, gli alberi sono gli stessi, solo qualcuno in meno che è invecchiato troppo in fretta, la casa, la collina, i prati, il cappotto è solo un pò più grande, ma quella bambina di tanti anni fa ora è lì, di nuovo, in un corpo di donna che ha sempre ritenuto scomodo, Gretha.
È sera inoltrata ormai, ma la luce del lampione si riflette in quel candore illuminando a giorno il paesaggio.
Inizia a disegnare a mani nude sulla neve. Non farà un pupazzo, questa volta. Disegna quella bambina col cappottino rosso, ora, e cerca la Luna da qualche parte... Chiede che possa riprendersi quel tempo per poter riscriverne la storia senza lupi cattivi.
Osserva dalla finestra i fiocchi di neve che imbiancano la sua terra e ritrova la bambina di tanti anni fa col cappottino rosso, infagottata sotto strati di sciarpa, cuffia, paraorecchie e guantini caldi, intenta a lavorare con amore per dar vita al suo pupazzo di neve che avrebbe custodito il giardino e tenuto lontano i mostri con la scopa.
Sorride, speranzosa.
Si veste in fretta ed esce di casa di corsa quasi come se avesse timore di non arrivare in tempo.
Ritorna lì, proprio in quel punto: il giardino è lo stesso, gli alberi sono gli stessi, solo qualcuno in meno che è invecchiato troppo in fretta, la casa, la collina, i prati, il cappotto è solo un pò più grande, ma quella bambina di tanti anni fa ora è lì, di nuovo, in un corpo di donna che ha sempre ritenuto scomodo, Gretha.
È sera inoltrata ormai, ma la luce del lampione si riflette in quel candore illuminando a giorno il paesaggio.
Inizia a disegnare a mani nude sulla neve. Non farà un pupazzo, questa volta. Disegna quella bambina col cappottino rosso, ora, e cerca la Luna da qualche parte... Chiede che possa riprendersi quel tempo per poter riscriverne la storia senza lupi cattivi.
venerdì 27 novembre 2009
Seta
4a parte - capitolo terzo
L'ennesimo tentativo, l'ultimo, di Gretha nella speranza di far rientrare la sua valigia nei pesi consentiti. 20 Kg. Leviamone 5 solo per il bagaglio, 15 miseri Kg per sei giorni in una città del Nord.. Non basteranno mai. Ma deve contenere i costi. Viaggio Low Cost, Albergo low cost, cibo low cost, spese low cost..
Non era certo il tipo che navigava nell'oro però con qualche piccolo sacrificio riusciva, di tanto in tanto, ad assecondare la sua passione per i viaggi.
..tre.. Due.. Uno.. Tocca a me.. Buon Viaggio, le augura la hostess con un sorriso finto.. Ok, fatta..
Un sospiro di sollievo e si incammina all'uscita del gate.
Sta per salire sul primo aereo che la porterà in terra straniera.. Gretha sente il cuore battergli in gola dall'emozione..
il ritmo del suo cuore è come la musica dell' artista di strada in leidseplein che canta sulle note di una knockin on heaven's door acustica da pelle d'oca..
Qui è già natale. Luci, addobbi, renne luminose, piste di ghiaccio e frittelle all'uvetta fanno da cornice ad un paesaggio che fin'ora aveva visto solo nei film, di quelli da guardare al caldo di una coperta in un pomeriggio invernale sorseggiando del fumante vin brulè...
I suoi giorni si consumano in fretta, tra le strade di una città ricca del profumo di tulipani. Vetrine luminose ed addobbate, case dalle facciate perpendicolari e colorate, gente che ride, gente che cammina, altri che si sballano. Lei è lì e sembra una bambina alla sua prima gita di scuola con una valigia da riempire di nuovo sapere e conoscenza del mondo. Di quello stesso mondo che spesso ha chiuso fuori dalla sua porta.
L'ennesimo tentativo, l'ultimo, di Gretha nella speranza di far rientrare la sua valigia nei pesi consentiti. 20 Kg. Leviamone 5 solo per il bagaglio, 15 miseri Kg per sei giorni in una città del Nord.. Non basteranno mai. Ma deve contenere i costi. Viaggio Low Cost, Albergo low cost, cibo low cost, spese low cost..
Non era certo il tipo che navigava nell'oro però con qualche piccolo sacrificio riusciva, di tanto in tanto, ad assecondare la sua passione per i viaggi.
..tre.. Due.. Uno.. Tocca a me.. Buon Viaggio, le augura la hostess con un sorriso finto.. Ok, fatta..
Un sospiro di sollievo e si incammina all'uscita del gate.
Sta per salire sul primo aereo che la porterà in terra straniera.. Gretha sente il cuore battergli in gola dall'emozione..
il ritmo del suo cuore è come la musica dell' artista di strada in leidseplein che canta sulle note di una knockin on heaven's door acustica da pelle d'oca..
Qui è già natale. Luci, addobbi, renne luminose, piste di ghiaccio e frittelle all'uvetta fanno da cornice ad un paesaggio che fin'ora aveva visto solo nei film, di quelli da guardare al caldo di una coperta in un pomeriggio invernale sorseggiando del fumante vin brulè...
I suoi giorni si consumano in fretta, tra le strade di una città ricca del profumo di tulipani. Vetrine luminose ed addobbate, case dalle facciate perpendicolari e colorate, gente che ride, gente che cammina, altri che si sballano. Lei è lì e sembra una bambina alla sua prima gita di scuola con una valigia da riempire di nuovo sapere e conoscenza del mondo. Di quello stesso mondo che spesso ha chiuso fuori dalla sua porta.
lunedì 9 novembre 2009
Seta
3a parte - capitolo terzo
Gretha era proprio così.
Un attimo prima il suo viso era radioso come un mattino d'estate mentre l'istante dopo i suoi occhi diventavano cupi, come mare in burrasca e tutt'intorno, ogni cosa lei guardasse, si rivestiva di ghiaccio, come se avesse il potere di gelare con uno sguardo tutto ciò che faceva parte del suo tempo.
In quei momenti Lei era tremendamente sola, o almeno, così si sentiva.
Come se qualcosa la allontanasse imprigionandola in un vortice urlante. Avrebbe voluto non sentirle quelle urla nella sua testa che si aggrappavano ai suoi pensieri con una ferocia inaudita.
Grida, tenaci come edera sui muri.
Allora sbatteva le porte richiudendosi in un silenzio incomprensibile agli altri. Come fosse animata da un demone astuto che si prendeva gioco di lei.
Allontanava per difesa amori e amicizie. Via, fuori da quello sporco.
Gretha no, non voleva sporcarli di quella Lei.
-pianse, fino a solcare i suoi occhi di sangue-
Gretha era proprio così.
Un attimo prima il suo viso era radioso come un mattino d'estate mentre l'istante dopo i suoi occhi diventavano cupi, come mare in burrasca e tutt'intorno, ogni cosa lei guardasse, si rivestiva di ghiaccio, come se avesse il potere di gelare con uno sguardo tutto ciò che faceva parte del suo tempo.
In quei momenti Lei era tremendamente sola, o almeno, così si sentiva.
Come se qualcosa la allontanasse imprigionandola in un vortice urlante. Avrebbe voluto non sentirle quelle urla nella sua testa che si aggrappavano ai suoi pensieri con una ferocia inaudita.
Grida, tenaci come edera sui muri.
Allora sbatteva le porte richiudendosi in un silenzio incomprensibile agli altri. Come fosse animata da un demone astuto che si prendeva gioco di lei.
Allontanava per difesa amori e amicizie. Via, fuori da quello sporco.
Gretha no, non voleva sporcarli di quella Lei.
-pianse, fino a solcare i suoi occhi di sangue-
giovedì 29 ottobre 2009
Seta
2a parte - capitolo terzo
Costretta a letto da giorni, senza forza nemmeno per i sogni, trovano spazio nella sua mente i riassunti dei suo anni, acerbi come un frutto colto troppo in fretta, strappato dai rami con forza, e maturi al tempo stesso intrisi di quella Vita a cui è rimasta aggrappata con le unghie...
Brandelli di tempo sfrecciano come lampi nella sua testa: Urla mute e bambole riposte troppo in fretta, dita in gola, Odio, Uno Specchio che lacrima rabbia, disgusto, un Clown triste, Pioggia, Nero, Un motore inceppato, ingolfato che singhiozza lungo la strada e poi ancora fame d'Amore, non basta, di cibo, non basta, di Vita, no, ancora, ancora, a riempire un vuoto che non sa colmarsi e di corsa a vomitarlo quel "niente" con la freddezza apparente di una macchina. Arcobaleno. Ossigeno, per favore, Ossigeno...
Ed è così che chiude gli occhi, abbandonandosi a tormentati pensieri.
Dove sono?
Nel tuo presente, fa da eco una voce.
È arrivato il momento che inizi a viverlo per quello che è, l'oggi, non più per come è stato, ieri.
Il cuore le batte in gola fino a svegliarla.
Sudata, come se avesse corso per 28 anni.
Si gira nel letto, allungando la mano verso un foglietto che, giura, prima non c'era. Lo tira a sé avendo cura di non rovinarlo.
"Buon Compleanno, Gretha..."
Sorride.
Costretta a letto da giorni, senza forza nemmeno per i sogni, trovano spazio nella sua mente i riassunti dei suo anni, acerbi come un frutto colto troppo in fretta, strappato dai rami con forza, e maturi al tempo stesso intrisi di quella Vita a cui è rimasta aggrappata con le unghie...
Brandelli di tempo sfrecciano come lampi nella sua testa: Urla mute e bambole riposte troppo in fretta, dita in gola, Odio, Uno Specchio che lacrima rabbia, disgusto, un Clown triste, Pioggia, Nero, Un motore inceppato, ingolfato che singhiozza lungo la strada e poi ancora fame d'Amore, non basta, di cibo, non basta, di Vita, no, ancora, ancora, a riempire un vuoto che non sa colmarsi e di corsa a vomitarlo quel "niente" con la freddezza apparente di una macchina. Arcobaleno. Ossigeno, per favore, Ossigeno...
Ed è così che chiude gli occhi, abbandonandosi a tormentati pensieri.
Dove sono?
Nel tuo presente, fa da eco una voce.
È arrivato il momento che inizi a viverlo per quello che è, l'oggi, non più per come è stato, ieri.
Il cuore le batte in gola fino a svegliarla.
Sudata, come se avesse corso per 28 anni.
Si gira nel letto, allungando la mano verso un foglietto che, giura, prima non c'era. Lo tira a sé avendo cura di non rovinarlo.
"Buon Compleanno, Gretha..."
Sorride.
giovedì 8 ottobre 2009
Seta
1a parte - capitolo terzo
Culla fra le braccia un bambino con la naturalezza di una Donna che un giorno, forse, profumerà di Madre..
Leggo in Lei una dolcezza senza limiti, insolita in quelle espressioni, stretta a quel fagotto che tiene in grembo come un cristallo prezioso e fragile.
Mi avvicino lentamente mentre alza lo sguardo verso me con gli occhi lucidi.
"Qui c'è tutta la bellezza della Vita", dice con un filo di voce tradito dall'emozione, indicando quella piccola creatura.
Resta di ghiaccio Demis, con le parole che si strozzano in gola. Trema. In silenzio.
Non era preparato ad immaginarla così...
Si allontana pensieroso lasciando Gretha lì, dove l'aveva trovata. Come se volesse riavvolgere il nastro del tempo e no, non aver mai sporcato con la sua presenza Quel momento. Un momento in cui si è sentito fuori posto, di troppo. Impreparato.
Lei volge i suoi occhi a quel bimbo che riposa a suo agio in quell'abbraccio caldo.
Piano la sua voce avvolge la stanza "..Ninna Nanna del Bambino, questo fagotto fa un sonnellino... Ninna Nanna Ninna oo questo Piccino io cullerò..."
Culla fra le braccia un bambino con la naturalezza di una Donna che un giorno, forse, profumerà di Madre..
Leggo in Lei una dolcezza senza limiti, insolita in quelle espressioni, stretta a quel fagotto che tiene in grembo come un cristallo prezioso e fragile.
Mi avvicino lentamente mentre alza lo sguardo verso me con gli occhi lucidi.
"Qui c'è tutta la bellezza della Vita", dice con un filo di voce tradito dall'emozione, indicando quella piccola creatura.
Resta di ghiaccio Demis, con le parole che si strozzano in gola. Trema. In silenzio.
Non era preparato ad immaginarla così...
Si allontana pensieroso lasciando Gretha lì, dove l'aveva trovata. Come se volesse riavvolgere il nastro del tempo e no, non aver mai sporcato con la sua presenza Quel momento. Un momento in cui si è sentito fuori posto, di troppo. Impreparato.
Lei volge i suoi occhi a quel bimbo che riposa a suo agio in quell'abbraccio caldo.
Piano la sua voce avvolge la stanza "..Ninna Nanna del Bambino, questo fagotto fa un sonnellino... Ninna Nanna Ninna oo questo Piccino io cullerò..."
mercoledì 23 settembre 2009
-
"Ci sono persone convinte di non meritare l'amore, loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti cercando di rinchiudere le brecce al passato.."
Chistopher Mc Candless
Into the Wild
Chistopher Mc Candless
Into the Wild
venerdì 18 settembre 2009
X : Me = Me : ?
Raccolgo l'invito di Dado e rispondo a 10 Verità.
Dal mio punto di vista, ovviamente.
1- sono Diffidente. Come un animale selvatico che si avvicina all'ignoto. Annuso l'aria a distanza, mi avvicino e indietreggio al primo movimento falso. Sempre pronta coi denti e con le unghie alla difesa.
2- sono Roccia.. si, ma di talco.. Di quelle che si sgretolano alle intemperie. Passo il mio tempo a ricostruire quella me in frantumi.
3- Testarda, si.. All'ennesima potenza. Col tempo ho imparato a trarne vantaggio. Ho iniziato a vederlo come uno stimolo per raggiungere i miei piccoli traguardi personali. Ma quando è troppa do fastidio.
4- Sincera, troppo. Spesso si scambia la sincerità con la sfacciataggine o con l'essere cruda.. Niente di tutto questo. Certo, la verità può far male a volte, altre può essere considerata scomoda.. ma penso sia sempre meglio un calcio in culo sincero di un abbraccio falso...
5- Selvatica. Si, non sono il tipo di persona che si fa addomesticare nè comandare. Se sento aria di imposizioni ringhio e l'eco si protrae nel tempo. Sono mansueta, tutto sommato, se non si invade la mia libertà. Sgarri e non perdono o almeno, lo faccio di rado.. ma se perdono poi dormo sempre con un occhio aperto.
6- Territoriale. Già.. Delimito il mio spazio e permetto a pochi di entrarvi per una sorta di selezione naturale all'ingresso. Se mi vai a genio da me hai l'anima ma non approfittarne altrimenti ti aspetterò sulla riva del fiume, come disse Qualcuno, fino a veder passare il tuo cadavere.
7- Vendicativa, per l'appunto. Ma non aspettarti cose teatrali. La mia vendetta è un piatto lento e freddo. Così c'è più gusto. Decisamente.
8- Disordinata. Ma continuo a sostenere che nel mio disordine ci sia sempre un ordine, talvolta sconosciuto anche a me.. Ma di rado, eh! Così tengo lontano i curiosi che, anche volendo, non saprebbero dove iniziare a mettere le mani.
9- Squilibrata. Vago da circa 28 anni alla ricerca di un equilibrio mente-corpo che non vedo esistere in me. Perciò il mio Io si è trasformato in un ring dove Anima fa a pugni con Corpo.
10- ..come un foglio bianco dove si sono tracciate linee imperfette di me, sbavate e sfatte. Ridipingo il foglio e continuo a sporcarlo, all'infinito...
Dal mio punto di vista, ovviamente.
1- sono Diffidente. Come un animale selvatico che si avvicina all'ignoto. Annuso l'aria a distanza, mi avvicino e indietreggio al primo movimento falso. Sempre pronta coi denti e con le unghie alla difesa.
2- sono Roccia.. si, ma di talco.. Di quelle che si sgretolano alle intemperie. Passo il mio tempo a ricostruire quella me in frantumi.
3- Testarda, si.. All'ennesima potenza. Col tempo ho imparato a trarne vantaggio. Ho iniziato a vederlo come uno stimolo per raggiungere i miei piccoli traguardi personali. Ma quando è troppa do fastidio.
4- Sincera, troppo. Spesso si scambia la sincerità con la sfacciataggine o con l'essere cruda.. Niente di tutto questo. Certo, la verità può far male a volte, altre può essere considerata scomoda.. ma penso sia sempre meglio un calcio in culo sincero di un abbraccio falso...
5- Selvatica. Si, non sono il tipo di persona che si fa addomesticare nè comandare. Se sento aria di imposizioni ringhio e l'eco si protrae nel tempo. Sono mansueta, tutto sommato, se non si invade la mia libertà. Sgarri e non perdono o almeno, lo faccio di rado.. ma se perdono poi dormo sempre con un occhio aperto.
6- Territoriale. Già.. Delimito il mio spazio e permetto a pochi di entrarvi per una sorta di selezione naturale all'ingresso. Se mi vai a genio da me hai l'anima ma non approfittarne altrimenti ti aspetterò sulla riva del fiume, come disse Qualcuno, fino a veder passare il tuo cadavere.
7- Vendicativa, per l'appunto. Ma non aspettarti cose teatrali. La mia vendetta è un piatto lento e freddo. Così c'è più gusto. Decisamente.
8- Disordinata. Ma continuo a sostenere che nel mio disordine ci sia sempre un ordine, talvolta sconosciuto anche a me.. Ma di rado, eh! Così tengo lontano i curiosi che, anche volendo, non saprebbero dove iniziare a mettere le mani.
9- Squilibrata. Vago da circa 28 anni alla ricerca di un equilibrio mente-corpo che non vedo esistere in me. Perciò il mio Io si è trasformato in un ring dove Anima fa a pugni con Corpo.
10- ..come un foglio bianco dove si sono tracciate linee imperfette di me, sbavate e sfatte. Ridipingo il foglio e continuo a sporcarlo, all'infinito...
sabato 12 settembre 2009
Seta
15a parte -capitolo secondo-
Le sue mani sui seni di Lei disegnavano la mappa del piacere cui non sapevano rinunciare. Nutrendosi l'uno del corpo e dell'anima dell'altro sapevano rigenerarsi a vicenda.
Quel giorno rincasò trovandola ad accoglierlo avvolta in un vestito a fiori ed i folti capelli raccolti in un fermaglio improvvisato. La scollatura maliziosamente aperta lasciava intravedere proprio quella piega che lo portava irrimediabilmente ad aprire le porte alle sue fantasie.
Lei era così: tremendamente femminile, inconsapevolmente. Era quello a farlo impazzire. Sapeva rendere femminile anche una tuta mimetica e Lei no, giurava di essere un maschiaccio. Sorridevano di questo. E più Lui la guardava più sapeva di desiderarla.
Le mani scivolarono sui suoi fianchi, con ardore. Senza troppi complimenti le alzò la veste meravigliandosi di scoprire che non indossasse null'altro sotto.
Anticipava le sue voglie, i suoi stessi pensieri.
Si inginocchiò sul letto allargando le gambe permettendo al sesso di Lui di scivolarle dentro.
Poteva sentire i respiri di Lei sdraiato com'era lungo la sua schiena, mentre premeva e spingeva con decisione il suo membro caldo lungo le pareti di quel piccolo scrigno di vita...
E tremava. Tremavano, fino all'ultima goccia di quell'Amore.
Lui con il suo fare deciso ma dolce la attirava come api ai fiori...
Forte, come un salice che si piega senza spezzarsi.
Bello così, Lui, nei suoi contrasti.
Un pò come caffè nero zuccherato al punto giusto, Demis.
Le sue mani sui seni di Lei disegnavano la mappa del piacere cui non sapevano rinunciare. Nutrendosi l'uno del corpo e dell'anima dell'altro sapevano rigenerarsi a vicenda.
Quel giorno rincasò trovandola ad accoglierlo avvolta in un vestito a fiori ed i folti capelli raccolti in un fermaglio improvvisato. La scollatura maliziosamente aperta lasciava intravedere proprio quella piega che lo portava irrimediabilmente ad aprire le porte alle sue fantasie.
Lei era così: tremendamente femminile, inconsapevolmente. Era quello a farlo impazzire. Sapeva rendere femminile anche una tuta mimetica e Lei no, giurava di essere un maschiaccio. Sorridevano di questo. E più Lui la guardava più sapeva di desiderarla.
Le mani scivolarono sui suoi fianchi, con ardore. Senza troppi complimenti le alzò la veste meravigliandosi di scoprire che non indossasse null'altro sotto.
Anticipava le sue voglie, i suoi stessi pensieri.
Si inginocchiò sul letto allargando le gambe permettendo al sesso di Lui di scivolarle dentro.
Poteva sentire i respiri di Lei sdraiato com'era lungo la sua schiena, mentre premeva e spingeva con decisione il suo membro caldo lungo le pareti di quel piccolo scrigno di vita...
E tremava. Tremavano, fino all'ultima goccia di quell'Amore.
Lui con il suo fare deciso ma dolce la attirava come api ai fiori...
Forte, come un salice che si piega senza spezzarsi.
Bello così, Lui, nei suoi contrasti.
Un pò come caffè nero zuccherato al punto giusto, Demis.
lunedì 31 agosto 2009
Seta
14a parte - capitolo secondo
Lui è sempre rimasto lì. Non ha cercato di forzare le sue azioni nè alcuno dei suoi pensieri. Ha lasciato che Lei si aprisse, come un fiore che spalanca i suoi petali. Ma Lei no, non era un fiore, si diceva. Era una pianta carnivora che si cibava di sé stessa.
Lui si avvicinava guardandola negli occhi. Non temeva il suo buio. Temeva solo che si lasciasse inghiottire, un giorno o l'altro. Senza ritorno.
Negli occhi di Lui trovò mare, cielo e stelle che riuscivano a strapparla da quell'oblio infernale nel quale, talvolta, cadeva o si lasciava cadere. Li ha amati da subito quegli occhi. E Lui ha amato Lei al primo sguardo.
Era così bello Lui che era difficile restarne indifferente, pensava. Ma Lei, Lei per Lui lo era ancora di più. Era tutto ciò che non era mai stato scritto nè dipinto. In quei tratti che si fondevano d'oriente e occidente v'era qualcosa di inesprimibile.
Come fosse figlia del mondo in quell'anima ed in quel corpo, Gretha.
Lui è sempre rimasto lì. Non ha cercato di forzare le sue azioni nè alcuno dei suoi pensieri. Ha lasciato che Lei si aprisse, come un fiore che spalanca i suoi petali. Ma Lei no, non era un fiore, si diceva. Era una pianta carnivora che si cibava di sé stessa.
Lui si avvicinava guardandola negli occhi. Non temeva il suo buio. Temeva solo che si lasciasse inghiottire, un giorno o l'altro. Senza ritorno.
Negli occhi di Lui trovò mare, cielo e stelle che riuscivano a strapparla da quell'oblio infernale nel quale, talvolta, cadeva o si lasciava cadere. Li ha amati da subito quegli occhi. E Lui ha amato Lei al primo sguardo.
Era così bello Lui che era difficile restarne indifferente, pensava. Ma Lei, Lei per Lui lo era ancora di più. Era tutto ciò che non era mai stato scritto nè dipinto. In quei tratti che si fondevano d'oriente e occidente v'era qualcosa di inesprimibile.
Come fosse figlia del mondo in quell'anima ed in quel corpo, Gretha.
martedì 25 agosto 2009
Seta
13a parte - capitolo secondo
Lui in fondo l'Amava anche per questo.
Per quel suo modo di guardarsi allo specchio, distorcendo il suo volto quasi fino a deformarlo. Erano buffe tutte quelle espressioni, diceva. Lei no, non ci riusciva a sorridere in quello specchio e no, non riusciva a fissarlo a lungo, per timore. Timore che quei demoni nella sua testa tornassero a gettare benzina sui suoi tormenti. Voleva lasciarli lì, quei demoni, quasi rassegnata a quella compagnia scomoda o, al contrario, talvolta quasi accomodante nei loro riguardi.
Quel sole estivo non la aiutava, certo. Quei raggi cuocevano i lembi scoperti delle sue ferite. E feriti lo sono stati a troppo lungo quegli occhi, dalla Vita.
Sentiva la morsa del suo male partirle dalla mente fino a perforarle l'anima. Il suo grido ormai muto non richiamava nessuno al soccorso.
Assorbiva in silenzio quel veleno fino a scoppiare di lacrime in quell'angolo buio del suo piccolo mondo.
Senza fare rumore.
Lui in fondo l'Amava anche per questo.
Per quel suo modo di guardarsi allo specchio, distorcendo il suo volto quasi fino a deformarlo. Erano buffe tutte quelle espressioni, diceva. Lei no, non ci riusciva a sorridere in quello specchio e no, non riusciva a fissarlo a lungo, per timore. Timore che quei demoni nella sua testa tornassero a gettare benzina sui suoi tormenti. Voleva lasciarli lì, quei demoni, quasi rassegnata a quella compagnia scomoda o, al contrario, talvolta quasi accomodante nei loro riguardi.
Quel sole estivo non la aiutava, certo. Quei raggi cuocevano i lembi scoperti delle sue ferite. E feriti lo sono stati a troppo lungo quegli occhi, dalla Vita.
Sentiva la morsa del suo male partirle dalla mente fino a perforarle l'anima. Il suo grido ormai muto non richiamava nessuno al soccorso.
Assorbiva in silenzio quel veleno fino a scoppiare di lacrime in quell'angolo buio del suo piccolo mondo.
Senza fare rumore.
mercoledì 19 agosto 2009
Seta
12a parte - capitolo secondo
'..e si guarda in quello specchio che non ride mai..' ..ed è così che risuona nella sua mente la strofa di una canzone che parla di Lei.
Un brivido amaro percorre i suoi occhi. Cielo. Non sanno vedere. Riflettono un'immagine distorta e contorta che davvero non le appartiene.
L'armadio aperto mostra la sua vasta gamma di indumenti monocolore. Maglie, abiti, gonne, jeans, camicie, felpe, giacche. Tutte rigorosamente nere.
Rosso. Una macchia di un rosso vivo è un pugno a pieno viso in quel mucchio scuro. È una maglia.
La sfila dall'attaccapanni. Sembra nuova, da negozio.
La indossa sopra un pantalone nero borchiato.
Richiude l'armadio e si avvicina allo specchio. Un filo di matita ed un pò di mascara. È tutto.
Una sistemata veloce ai capelli, sempre troppi e troppo ribelli.
Una maglia rossa. Insolita.
Rossa, come il sangue delle sue ferite. Rossa, come il cuore che le pulsa in corpo, stretto in quella corazza forte solo in apparenza.
Chiude piano la porta del suo piccolo mondo.
Stasera ha un appuntamento.
Si, con se stessa.
'..e si guarda in quello specchio che non ride mai..' ..ed è così che risuona nella sua mente la strofa di una canzone che parla di Lei.
Un brivido amaro percorre i suoi occhi. Cielo. Non sanno vedere. Riflettono un'immagine distorta e contorta che davvero non le appartiene.
L'armadio aperto mostra la sua vasta gamma di indumenti monocolore. Maglie, abiti, gonne, jeans, camicie, felpe, giacche. Tutte rigorosamente nere.
Rosso. Una macchia di un rosso vivo è un pugno a pieno viso in quel mucchio scuro. È una maglia.
La sfila dall'attaccapanni. Sembra nuova, da negozio.
La indossa sopra un pantalone nero borchiato.
Richiude l'armadio e si avvicina allo specchio. Un filo di matita ed un pò di mascara. È tutto.
Una sistemata veloce ai capelli, sempre troppi e troppo ribelli.
Una maglia rossa. Insolita.
Rossa, come il sangue delle sue ferite. Rossa, come il cuore che le pulsa in corpo, stretto in quella corazza forte solo in apparenza.
Chiude piano la porta del suo piccolo mondo.
Stasera ha un appuntamento.
Si, con se stessa.
mercoledì 12 agosto 2009
Seta
11a parte - capitolo secondo
Si ritrova in quella stanza buia. Non è sola. Una mano, non la sua, chiude a chiave la porta.
Quella stanza sarà la sua gabbia, dove il tempo lì ha il sapore amaro dell'eternità.
Quella bambina si stringe nelle gambe con tutta la sua forza. Ancora una volta.
Invano.
Sa cosa l'attende.
Nessun dio ad ascoltare le sue urla mute. Nemmeno sta volta. Stridono come unghie sui vetri in cerca di un appiglio che non esiste, le sue preghiere.
Si avvicina a Lei come un animale affamato e vìola il suo corpo, quel tempio acerbo e innocente, lasciando a brandelli la sua anima.
Chiude gli occhi, Lei, in quegli interminabili momenti, per sforzarsi di immaginare un mondo fantastico, ma è tutto terribilmente inutile.
L'eco del suo dolore è penetrante.
Lei, in quel buio senza uscita, vorrebbe soltanto sparire.
Il suo cuore trema stringendosi in un pugno intermittente che fa ancora più male di quel corpo inerme obbligato al piacere perverso di quell'essere. Non desidera altro che la fine ora.
Spalanca gli occhi, sudata. Il cuore le palpita in gola. Si guarda intorno. La luce filtra dalla finestra.
Quella bambina è svanita dall'incubo. Ora è lì sul suo letto. Al sicuro della sua fortezza.
Si alza in fretta e si dirige in bagno. Via in fretta gli indumenti.. Quei seni sono cresciuti da allora. Si è fatta Donna in fretta. Troppo. Ma gli occhi si, sono rimasti gli stessi.
L'acqua scivola lentamente sulla sua pelle, su quelle ferite indelebili che, a volte, bruciano un pò.
Preme la spugna insaponata a lavar via quello sporco...
ancora una volta.
Si ritrova in quella stanza buia. Non è sola. Una mano, non la sua, chiude a chiave la porta.
Quella stanza sarà la sua gabbia, dove il tempo lì ha il sapore amaro dell'eternità.
Quella bambina si stringe nelle gambe con tutta la sua forza. Ancora una volta.
Invano.
Sa cosa l'attende.
Nessun dio ad ascoltare le sue urla mute. Nemmeno sta volta. Stridono come unghie sui vetri in cerca di un appiglio che non esiste, le sue preghiere.
Si avvicina a Lei come un animale affamato e vìola il suo corpo, quel tempio acerbo e innocente, lasciando a brandelli la sua anima.
Chiude gli occhi, Lei, in quegli interminabili momenti, per sforzarsi di immaginare un mondo fantastico, ma è tutto terribilmente inutile.
L'eco del suo dolore è penetrante.
Lei, in quel buio senza uscita, vorrebbe soltanto sparire.
Il suo cuore trema stringendosi in un pugno intermittente che fa ancora più male di quel corpo inerme obbligato al piacere perverso di quell'essere. Non desidera altro che la fine ora.
Spalanca gli occhi, sudata. Il cuore le palpita in gola. Si guarda intorno. La luce filtra dalla finestra.
Quella bambina è svanita dall'incubo. Ora è lì sul suo letto. Al sicuro della sua fortezza.
Si alza in fretta e si dirige in bagno. Via in fretta gli indumenti.. Quei seni sono cresciuti da allora. Si è fatta Donna in fretta. Troppo. Ma gli occhi si, sono rimasti gli stessi.
L'acqua scivola lentamente sulla sua pelle, su quelle ferite indelebili che, a volte, bruciano un pò.
Preme la spugna insaponata a lavar via quello sporco...
ancora una volta.
mercoledì 29 luglio 2009
Seta
10a parte - capitolo secondo
Attraversa la camera coi capelli bagnati, avvolta nell'accappatoio rosso di ciniglia. Si abbandona sul letto chiudendo gli occhi. Una luce filtra dalla finestra tagliando in due la stanza,illuminando le sue gambe argentee e lunghe.
Si morde il labbro inferiore quasi impercettibilmente.
Il calore dei suoi pensieri riscalda più di qualunque sole accendendo il suo corpo. Ora quella pelle candida è come corde di un'arpa dalla melodia frenetica, penetrante.
I suoi seni turgidi premono sul tessuto quasi a volersene liberare. Le sue mani li sfiorano appena seguendo poi la linea ammorbidita dal tempo del suo corpo, con delicatezza.
Le sue gambe si aprono lentamente e quella luce ora illumina il fiore nascosto preziosamente nel mezzo. Le sue dita scorrono leggere ma decise fra i suoi petali come fossero quelle di Lui.
Lui vorrebbe nutrirsi di quel nettare come una farfalla assetata di Vita.
Lei, quel fiore, è lì.. e non desidera altro.
Attraversa la camera coi capelli bagnati, avvolta nell'accappatoio rosso di ciniglia. Si abbandona sul letto chiudendo gli occhi. Una luce filtra dalla finestra tagliando in due la stanza,illuminando le sue gambe argentee e lunghe.
Si morde il labbro inferiore quasi impercettibilmente.
Il calore dei suoi pensieri riscalda più di qualunque sole accendendo il suo corpo. Ora quella pelle candida è come corde di un'arpa dalla melodia frenetica, penetrante.
I suoi seni turgidi premono sul tessuto quasi a volersene liberare. Le sue mani li sfiorano appena seguendo poi la linea ammorbidita dal tempo del suo corpo, con delicatezza.
Le sue gambe si aprono lentamente e quella luce ora illumina il fiore nascosto preziosamente nel mezzo. Le sue dita scorrono leggere ma decise fra i suoi petali come fossero quelle di Lui.
Lui vorrebbe nutrirsi di quel nettare come una farfalla assetata di Vita.
Lei, quel fiore, è lì.. e non desidera altro.
lunedì 27 luglio 2009
Seta
9a parte - capitolo secondo
Distesa nel prato col naso all'insù osserva la sua Luna. Cielo, quanto tempo era passato. E quanto ne aveva trascorso ad osservarla, negli anni, sempre colma di emozione.
Attorno qualche bagliore intermittente di stelle le illuminava gli occhi. Sapeva viaggiare con la mente per ore in quelle notti accese di Vita. Si, come un bambino che ha paura del buio ma lo affronta rassicurato dalla luce a forma di luna nel corridoio di casa: quella che ha messo mamma con amore dicendo che sarebbe stata la custode di tutte le notti buie e che così non avrebbe mai dovuto temere niente e nessuno. Ecco, le ricordava quelle notti al sicuro con la sua Luna Custode...
Ma in quella stanza dell'Uomo Nero no, non arrivava la Luna e non v'erano stelle.
Distesa nel prato col naso all'insù osserva la sua Luna. Cielo, quanto tempo era passato. E quanto ne aveva trascorso ad osservarla, negli anni, sempre colma di emozione.
Attorno qualche bagliore intermittente di stelle le illuminava gli occhi. Sapeva viaggiare con la mente per ore in quelle notti accese di Vita. Si, come un bambino che ha paura del buio ma lo affronta rassicurato dalla luce a forma di luna nel corridoio di casa: quella che ha messo mamma con amore dicendo che sarebbe stata la custode di tutte le notti buie e che così non avrebbe mai dovuto temere niente e nessuno. Ecco, le ricordava quelle notti al sicuro con la sua Luna Custode...
Ma in quella stanza dell'Uomo Nero no, non arrivava la Luna e non v'erano stelle.
martedì 21 luglio 2009
Seta
8a parte - capitolo secondo
La sua mente non aveva più demoni. Solo qualche ombra di tanto in tanto sul suo sorriso.
26 anni ma si sentiva come fosse rinata. Anzi, si sentiva la bambina che non era stata.
Poteva stupirsi per un tramonto o guardare le bolle di sapone alzarsi nell'aria e sognare di esserci dentro e di volteggiare in quelle sfere sfaccettate, leggera.
Aveva imparato a sorridere, oltre che a piangere. E lo faceva spesso. Non meccanicamente, come una bambola rotta: quel suono le usciva naturale e dolce, carico di vita.
I suoi occhi splendevano riflettendo quei sorrisi per troppo tempo negati.
Il suo mondo iniziava ad avere i colori dell'arcobaleno. Non aveva più bisogno di dipingerli per vederli. Poteva toccarli nel quotidiano.
I suoi sorrisi erano color girasole, le lacrime erano argento, non più sangue, i suoi occhi erano notti stellate.
Una Felicità che a volte le faceva Paura.
Non ci si abitua mai al Dolore.
Ma la Felicità..? Poteva abituarsi ad essa ed allo stesso tempo averne così Paura..?
P a u r a
che qualcosa potesse portargliela via, rubargliela.
Come il più ambito dei tesori.
La Felicità non ha catene e non si compra.
È un animale selvatico: viene, ti annusa, si lascia annusare, talvolta puoi accarezzarla per un pò, poi fugge o semplicemente se ne va. Così.
Senza Arrivederci o Addii.
La sua mente non aveva più demoni. Solo qualche ombra di tanto in tanto sul suo sorriso.
26 anni ma si sentiva come fosse rinata. Anzi, si sentiva la bambina che non era stata.
Poteva stupirsi per un tramonto o guardare le bolle di sapone alzarsi nell'aria e sognare di esserci dentro e di volteggiare in quelle sfere sfaccettate, leggera.
Aveva imparato a sorridere, oltre che a piangere. E lo faceva spesso. Non meccanicamente, come una bambola rotta: quel suono le usciva naturale e dolce, carico di vita.
I suoi occhi splendevano riflettendo quei sorrisi per troppo tempo negati.
Il suo mondo iniziava ad avere i colori dell'arcobaleno. Non aveva più bisogno di dipingerli per vederli. Poteva toccarli nel quotidiano.
I suoi sorrisi erano color girasole, le lacrime erano argento, non più sangue, i suoi occhi erano notti stellate.
Una Felicità che a volte le faceva Paura.
Non ci si abitua mai al Dolore.
Ma la Felicità..? Poteva abituarsi ad essa ed allo stesso tempo averne così Paura..?
P a u r a
che qualcosa potesse portargliela via, rubargliela.
Come il più ambito dei tesori.
La Felicità non ha catene e non si compra.
È un animale selvatico: viene, ti annusa, si lascia annusare, talvolta puoi accarezzarla per un pò, poi fugge o semplicemente se ne va. Così.
Senza Arrivederci o Addii.
martedì 7 luglio 2009
Seta
7a parte - capitolo secondo
Percepivo il suo profumo dalle scale. Pensavo fosse immaginazione.
Non mi aspettavo di trovarla ad accogliermi a casa con quel vestito nero e sottile che mi piace tanto che lascia intravedere le sue forme morbide e la sua pelle candida.
Ha raccolto i capelli con un fermaglio e qualche ciocca non fa a meno di ricadere ribelle sul suo viso, accarezzandolo.
Cielo, quanto è bella.
Mi disarma.
Lei sorride quasi imbarazzata dai miei sguardi pieni d'amore, quasi come se dai miei occhi riuscisse a vedere quanto è bella e se ne vergognasse un pò. E' qui che sprigiona una dolcezza che non trova parole.
I suoi seni riempiono la scollatura generosamente, come frutti pronti da cogliere.
La mia mente inizia a viaggiare.
Si avvicina cingendomi la vita e si muove come se stesse ballando un lento, di quelli visti nei film anni 50... e Lei, Lei è la mia dama.
Rimango immobile, estasiato.
Divento creta fra le sue mani.
Lei è così:
Tutto ed il suo contrario. Lei è fuoco ma anche acqua, terra ed aria.
Mi fissa con quegli occhi che non sanno mentire e quel che leggo dentro smuove brividi che mi percorrono la schiena.
Un passo lento e poi un altro seguito da baci sfuggenti. Le sue labbra risvegliano la mia pelle stanca. Non sento più la fatica di una giornata di lavoro. Con Lei mi sento leggero.
Le sue dita percorrono la mia nuca con movimenti circolari. Mi abbandono alle sue cure. Chiudo gli occhi e continuo a viaggiare.
Lei si spoglia. Lo sento dal calore dei suoi seni che premono sul mio petto tutta la loro esuberanza. Allungo le braccia per stringerla a me ancora più forte. Il suo respiro mi accarezza il collo.
Sussulto.
La lascio fare mentre mi adagia sul letto delle sue, delle mie voglie.
Un calore intenso mi avvolge.
La sento scivolare sul mio corpo ed ogni suo tocco amplifica il mio desiderio.
Lei lo sente e rallenta prolungando questa piacevole sofferenza.
Si avvicina alle mie gambe, sento il suo respiro su di me.
Le sue labbra scivolano giù fino ad accogliere il mio membro febbricitante.
La sua lingua scorre splendidamente sul mio sesso teso. Inizio a muovermi impercettibilmente seguendo quel tempo avvolgente in battere e levare.
La guardo mentre delizia il mio corpo e nutre la mia anima.
Mi eccita da impazzire.
E' una donna che ama, ora.
E' la Donna che Amo.
Sale cavalcioni su di me. Il mio sesso risale le pareti del suo scrigno ed inizia a cullarsi sopra il mio corpo regalandomi l'estasi ad ogni movimento.
Ansima.
Ascoltare il suo piacere amplifica il mio.
Apre gli occhi e mi sorride maliziosamente mentre il mio seme risale in Lei come nettare di Vita.
Percepivo il suo profumo dalle scale. Pensavo fosse immaginazione.
Non mi aspettavo di trovarla ad accogliermi a casa con quel vestito nero e sottile che mi piace tanto che lascia intravedere le sue forme morbide e la sua pelle candida.
Ha raccolto i capelli con un fermaglio e qualche ciocca non fa a meno di ricadere ribelle sul suo viso, accarezzandolo.
Cielo, quanto è bella.
Mi disarma.
Lei sorride quasi imbarazzata dai miei sguardi pieni d'amore, quasi come se dai miei occhi riuscisse a vedere quanto è bella e se ne vergognasse un pò. E' qui che sprigiona una dolcezza che non trova parole.
I suoi seni riempiono la scollatura generosamente, come frutti pronti da cogliere.
La mia mente inizia a viaggiare.
Si avvicina cingendomi la vita e si muove come se stesse ballando un lento, di quelli visti nei film anni 50... e Lei, Lei è la mia dama.
Rimango immobile, estasiato.
Divento creta fra le sue mani.
Lei è così:
Tutto ed il suo contrario. Lei è fuoco ma anche acqua, terra ed aria.
Mi fissa con quegli occhi che non sanno mentire e quel che leggo dentro smuove brividi che mi percorrono la schiena.
Un passo lento e poi un altro seguito da baci sfuggenti. Le sue labbra risvegliano la mia pelle stanca. Non sento più la fatica di una giornata di lavoro. Con Lei mi sento leggero.
Le sue dita percorrono la mia nuca con movimenti circolari. Mi abbandono alle sue cure. Chiudo gli occhi e continuo a viaggiare.
Lei si spoglia. Lo sento dal calore dei suoi seni che premono sul mio petto tutta la loro esuberanza. Allungo le braccia per stringerla a me ancora più forte. Il suo respiro mi accarezza il collo.
Sussulto.
La lascio fare mentre mi adagia sul letto delle sue, delle mie voglie.
Un calore intenso mi avvolge.
La sento scivolare sul mio corpo ed ogni suo tocco amplifica il mio desiderio.
Lei lo sente e rallenta prolungando questa piacevole sofferenza.
Si avvicina alle mie gambe, sento il suo respiro su di me.
Le sue labbra scivolano giù fino ad accogliere il mio membro febbricitante.
La sua lingua scorre splendidamente sul mio sesso teso. Inizio a muovermi impercettibilmente seguendo quel tempo avvolgente in battere e levare.
La guardo mentre delizia il mio corpo e nutre la mia anima.
Mi eccita da impazzire.
E' una donna che ama, ora.
E' la Donna che Amo.
Sale cavalcioni su di me. Il mio sesso risale le pareti del suo scrigno ed inizia a cullarsi sopra il mio corpo regalandomi l'estasi ad ogni movimento.
Ansima.
Ascoltare il suo piacere amplifica il mio.
Apre gli occhi e mi sorride maliziosamente mentre il mio seme risale in Lei come nettare di Vita.
lunedì 22 giugno 2009
Seta
6a parte - capitolo secondo
Davvero non riuscivo a comprendere perchè non riuscisse ad amarsi. Per me era stato così istintivo e naturale innamorarmi di Lei.
Mi chiedevo come non riuscisse a vedere lo splendore che era. Sotto ogni punto di vista.
Non che non avesse difetti, ma, quelli che aveva, diventavano come caramelle mou su di Lei. Ed io adoravo le caramelle.
Non riuscivo a tenerle il muso per più di un quarto d'ora quando mi scontravo con Lei. Mi fregava sempre con quegli occhi lì. La mia collera o la mia amarezza del momento sbiadiva dentro quel suo mondo, dannazione, era più forte di me. E mi piaceva da morire anche per questo.
Non amava il suo corpo: troppo morbido, diceva Lei. Ma quelle curve mandavano fuori strada non soltanto me. Vedevo gli occhi ammiranti dei ragazzi che si scontravano con i miei.
Quante scazzottate ho fatto nella mia mente.
Lei sorrideva, incredula.
Quei suoi occhi poi non lasciavano certo indifferenti. Avevano un qualcosa di inesprimibile dentro. Di una dolcezza assoluta ma non smielata. Sapevano essere felini e sensuali tanto da graffiarti l'anima, indelebilmente. Estremamente vivi. Talvolta sembravano pieni di pagliuzze dorate, quasi tempestati di stelle.
Copriva sempre troppo la sua pelle candida come a volersi proteggere da ciò che stava la fuori ma sapeva mostrarsi a me profondamente e questo mi riempiva di gioia. Quante volte l'ho guardata addormentarsi fra le mie braccia mentre le mie mani carezzavano il suo corpo. Aveva sempre la tenerezza di un bambino e la sensualità di donna, assumendo sempre espressioni diverse.
Eppure.. quel suo specchio continuava ad urlare.
Davvero non riuscivo a comprendere perchè non riuscisse ad amarsi. Per me era stato così istintivo e naturale innamorarmi di Lei.
Mi chiedevo come non riuscisse a vedere lo splendore che era. Sotto ogni punto di vista.
Non che non avesse difetti, ma, quelli che aveva, diventavano come caramelle mou su di Lei. Ed io adoravo le caramelle.
Non riuscivo a tenerle il muso per più di un quarto d'ora quando mi scontravo con Lei. Mi fregava sempre con quegli occhi lì. La mia collera o la mia amarezza del momento sbiadiva dentro quel suo mondo, dannazione, era più forte di me. E mi piaceva da morire anche per questo.
Non amava il suo corpo: troppo morbido, diceva Lei. Ma quelle curve mandavano fuori strada non soltanto me. Vedevo gli occhi ammiranti dei ragazzi che si scontravano con i miei.
Quante scazzottate ho fatto nella mia mente.
Lei sorrideva, incredula.
Quei suoi occhi poi non lasciavano certo indifferenti. Avevano un qualcosa di inesprimibile dentro. Di una dolcezza assoluta ma non smielata. Sapevano essere felini e sensuali tanto da graffiarti l'anima, indelebilmente. Estremamente vivi. Talvolta sembravano pieni di pagliuzze dorate, quasi tempestati di stelle.
Copriva sempre troppo la sua pelle candida come a volersi proteggere da ciò che stava la fuori ma sapeva mostrarsi a me profondamente e questo mi riempiva di gioia. Quante volte l'ho guardata addormentarsi fra le mie braccia mentre le mie mani carezzavano il suo corpo. Aveva sempre la tenerezza di un bambino e la sensualità di donna, assumendo sempre espressioni diverse.
Eppure.. quel suo specchio continuava ad urlare.
martedì 16 giugno 2009
Seta
5a parte - capitolo secondo
Quel pianto riecheggia in me smuovendomi dentro.
Chiudo gli occhi un istante. Ci avrei giurato, solo un istante, e mi ritrovo a stringerla fra le mie braccia con tutto l'amore che ho.
Di quelle lacrime vorrei farne stelle, glielo sussurro dolcemente e Lei alza il suo sguardo. Quei suoi occhi da bambina ferita mortalmente ora brillano, debolmente, ma brillano con sincerità. Ecco.
È qui che vorrei fermare il tempo, il Nostro tempo.
Un silenzio pieno ci avvolge.
Stiamo lì, aggrappati a quell'attimo, fragili di un ieri che brucia ancora ma forti, forti di Noi, fino a che il sonno ci cattura ed indossiamo ali che nemmeno avremmo immaginato di avere....
Quel pianto riecheggia in me smuovendomi dentro.
Chiudo gli occhi un istante. Ci avrei giurato, solo un istante, e mi ritrovo a stringerla fra le mie braccia con tutto l'amore che ho.
Di quelle lacrime vorrei farne stelle, glielo sussurro dolcemente e Lei alza il suo sguardo. Quei suoi occhi da bambina ferita mortalmente ora brillano, debolmente, ma brillano con sincerità. Ecco.
È qui che vorrei fermare il tempo, il Nostro tempo.
Un silenzio pieno ci avvolge.
Stiamo lì, aggrappati a quell'attimo, fragili di un ieri che brucia ancora ma forti, forti di Noi, fino a che il sonno ci cattura ed indossiamo ali che nemmeno avremmo immaginato di avere....
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